Bologna, 3 luglio.
Francesca e Filippo hanno scelto la Sala Rossa del Comune di Bologna per il loro matrimonio. Fa caldo, ma per fortuna l’umidità non è a livelli mostruosi.
Partiamo presto io ed Elisa Righi (la mia assistente) perchè non ci piace arrivare in ritardo e vogliamo entrare subito nell’atmosfera pre-evento per poter dare il meglio. Così siamo un’ora prima già pronte fuori da Palazzo D’Accursio e ci possiamo dedicare ad alcuni scatti di preparazione soprattutto nella famosa “scala dei cavalli“, la scala cordonata, costruita affinchè le carrozze e i cavalli potessero percorrerla ed accedere ai piani superiori.
Sono le 11.30 di domenica mattina e fra un’ora inizierà la cerimonia nuziale.
N
on vogliamo lasciare nulla al caso anche se ormai ho fatto tanti matrimoni qui in Sala Rossa, ma amo gestire i particolari, verificare che tutto sia a posto, così risaliamo la scalinata e andiamo a dare un’occhiata anche nella sfarzosissima sala che prende il nome proprio dalle tappezzerie rosse che rivestono le pareti e dove già nel ‘500 si svolgevano le più importanti riunioni senatorie.
Ci sono matrimoni prima del nostro, così scendiamo e attendiamo l’arrivo degli sposi per iniziare il nostro servizio di reportage.
Arriva lo sposo e poi la testimone con il bouquet e noi iniziamo a scattare.
Filippo ha deciso di consegnare il bouquet a Francesca al momento del suo arrivo. 
Lo sapevate che nell’antichità il bouquet era composto da erbe aromatiche che poi hanno lasciato spazio ai fiori, soprattutto i fiori d’arancio con cui le spose amavano profumarsi?
Da sempre studio la simbologia e il cerimoniale dei matrimoni, perchè oltre al servizio fotografico aggiungo agli sposi l’aiuto di wedding planner consigliandoli sia prima che durante la cerimonia sui tempi e modi per affrontare al meglio il giorno del si.
Finalmente arriva Francesca. E’ bellissima e anche lei emozionata, e noi andiamo di corsa ad accoglierla.
Sono sposi giovani che vogliono rompere un po’ gli schemi del matrimonio ingessato e io sono felice di essere qui con loro perchè ogni matrimonio è una nuova storia da raccontare e io adoro le cose inusuali. 
Durante la cerimonia mi divido i compiti con Elisa che mi assiste, cercando sempre di avere due inquadrature per poter dare agli sposi più possibilità di scelta. Sono sempre convinta che 4 occhi siamo meglio di 2, poi è vero che ognuno di noi ha punti di vista differenti anche se stiamo fotografando la stessa cosa.
E’ arrivato il mo
mento, dobbiamo tutti trasferirci in Sala Rossa … ma prima li lasciamo un attimo da soli cercando di disturbarli il meno possibile.
Perchè questo significa per me reportage matrimoniale: ci sono, ma non disturbo. 
La cerimonia in comune è veloce, per cui devi stare ancora più attenta a non sbagliare, raccontare con le immagini le emozioni e raccogliere anche i particolari. In meno di 15 minuti tutto sarà terminato e non ci saranno repliche. Ecco perchè consiglio sempre agli sposi di affidarsi a professionisti del settore. Perchè fotografare un matrimonio non è affatto semplice e soprattutto non si possono commettere errori.
Grazie all’Officiante, viene aperto il balconcino della Sala Rossa e abbiamo accesso alla Sala del Consiglio Comunale dove Francesca ha l’onore di sedersi al posto del Sindaco.
Francesca e Filippo hanno scelto di affidarmi le foto della loro cerimonia e le foto in posa, un servizio più “corto” del solito, ma che io accetto di buon grado.
Il giorno dopo il loro matrimonio, gli sposi avevano già i provini per poter vedere gli scatti e scegliere quelli che desideravano io lavorassi in post produzione. Dopo due settimane avevano già in mano il dvd con tutti gli scatti e le foto post prodotte.

La velocità fa parte del mio modo di lavorare, odio far attendere soprattutto gli sposi. Un’altra storia fotografica è stata scritta, un altro matrimonio con le sue immagini che resteranno per sempre.